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La memoria è uno degli aspetti più salienti dell’identità individuale e
collettiva, quindi, diventa essenziale per la comunità appropriarsi del
ricordo e fissarlo, anche fisicamente, sul territorio.

Introduzione

Agli inizi del mese di ottobre del 1944 nella Villa Ghisilieri nel Borgo di Colle Ameno si insediò un reparto della Feldgendarmerie, il reparto di polizia militare della Wermacht comandato dal sergente maggiore Friedrich Brotschy (Fritz).
In precedenza la villa aveva ospitato anche un ospedale da campo tedesco.

Dal 6 ottobre al 23 dicembre 1944 Colle Ameno venne utilizzato come campo di concentramento e smistamento per uomini di età compresa tra i 17 e i 55 anni imprigionati indipendentemente dal loro stato sociale, dal loro credo o militanza politica, che venivano catturati per essere utilizzati come forza lavoro.

Nel campo, perfettamente organizzato, passarono moltissimi prigionieri, anche se non è possibile definirne esattamente il numero. Questo borgo che era stato fatto costruire nel ‘700 da un nobile bolognese per realizzare una sorta di città ideale, fu quindi teatro di violenza, uccisioni e deportazioni.

La Storia

Le prime tracce storico artistiche di questo insediamento le troviamo sul "Dizionario Corografico" dell’Abate Calindri, poi nel volume "Colle Ameno" di Paolo Guidotti, attraverso i quali è stato possibile ricostruire il percorso che lo ha portato fino a noi.

La storia di Colle Ameno, tra i più preziosi rilievi artistici del territorio di Sasso Marconi, si dipana a partire già dal XVII secolo, quando l’ampio territorio tra la fertile collina ed il fiume Reno fu scelto da una famiglia tra le più in vista a Bologna come luogo di villeggiatura. Si trattava della famiglia Davia che vi realizzò una Villa con adiacente Cappella.
Sasso Marconi è ricca di ville senatorie, ma il nostro Borgo acquisì dagli anni '30 del ‘700 una connotazione singolarissima, non riscontrabile in nessun altro luogo circostante.

Acquisito nel frattempo dalla famiglia Ghisilieri il territorio, originariamente chiamato Le Predose, vide un fiorente sviluppo architettonico ed artistico sotto il Marchese Filippo Carlo, uomo di idee illuminate, che inventò il nome arcadico di Colle Ameno, con il quale il Borgo è noto tuttora.
Oltre alla maestosa villa neoclassica il progetto prevedeva la costruzione di un agglomerato di abitazioni per la servitù e per le maestranze contadine, e di una serie di altri edifici pensati per contenere attività che garantissero al Borgo una sostanziale autonomia, ottenuta nei fatti ma mai legislativamente.

II Ghisilieri vi aveva concretizzato l’utopica idea di realizzare una città autonoma, dove si potevano trovare un centro di studi e sperimentazione con una biblioteca, un laboratorio di fisica e scienze naturali, un museo archeologico, un ospedale. Dove vennero impiantate una tipografia ed una fabbrica di ceramiche che per un decennio ebbero una intensa e qualificata attività con la produzione di volumi che sono il vanto di librai ed antiquari e di finissime e ricercate maioliche da tavola a tutt’oggi rappresentate nelle più prestigiose collezioni come quella del Museo Nazionale del Bargello di Firenze.

Le botteghe artigiane, altro tratto distintivo e peculiare del Borgo, ospitavano le attività più varie, come una merceria, una sementeria, una farmacia, un fabbro ed un maniscalco.
Venne inoltre realizzata una preziosa chiesetta in stile tardo barocco, costruita e decorata dai migliori artisti bolognesi del periodo (tra tutti Angelo Gabriello Piò), che contribuirono a creare un esempio di stile e di utilizzo dei materiali unico al di fuori del cuore della città di Bologna.
La stagione di splendore del Borgo si spense nel giro di appena trent’anni, facendolo divenire proprio quello che il suo ideatore Filippo Carlo Ghisilieri non avrebbe voluto, un luogo di villeggiatura, per oltre un secolo.

La Guerra

La seconda guerra mondiale gettò di nuovo questo luogo al centro della storia, rendendolo il triste e macabro teatro delle atrocità che siamo qui a ricordare.

Dopo l’8 settembre l’occupazione tedesca a Sasso Marconi era imponente, le caratteristiche geografiche e strategico/militari del territorio ne favorirono la presenza. Le ville sparse lungo l’intera valle e nelle zone pedecollinari divennero sedi di comandi delle diverse armi dell’esercito tedesco. Dapprima WermachtFlakLuftwaffe e successivamente SS Feldgendarmerie.

Ai primi di gennaio del 1944 le ville Ghisilieri e Davia e tutta la parte interna del Colle Ameno venne requisita dalla Luftwaffe, l’Aviazione Militare Tedesca e vi si insediarono reparti per il controllo e l’organizzazione del settore aereo operanti nelle zone al di qua della Linea Gotica.

Colle Ameno era un punto strategico nel retro del fronte, in cui le truppe naziste potevano operare nell'attività di rastrellamento sul territorio con relativa tranquillità.
La cattura dei prigionieri civili avveniva anche grazie ai posti di blocco dislocati sulla via Porrettana sulla quale transitarono, tra l'altro, tutte le persone che nel 1944 vennero sottoposte a sfollamento obbligatorio.
Anche molti degli uomini che scendevano verso Bologna da Marzabotto, compresi alcuni fra i pochi superstiti della strage di Monte Sole, furono catturati in questi posti di blocco.

Gli uomini venivano imprigionati indipendentemente dal loro stato sociale, dal loro credo politico o dalla loro militanza, essi venivano catturati in quanto forza lavoro da poter utilizzare in loco o nelle imprese tedesche.

Una volta internati i prigionieri erano oggetto di episodi di violenza sistematica: dalle testimonianze raccolte riemerge il tetro ricordo del graduato Friedrich Brotschy, "Fritz", che si distinse per ferocia e sadismo nell'infliggere minacce, torture e violenze.

Nel piccolo campo, in alcuni momenti, si raggiunse un tale affollamento che non c'era più nemmeno lo spazio per stendersi a dormire e gli uomini prigionieri erano costretti a tentare di farlo in piedi, schiena contro schiena.

Non è possibile determinare né il tempo di permanenza dei prigionieri, che era sempre molto breve e non superava i tre-quattro giorni, né è possibile stabilire quanti uomini siano transitati nel campo di Colle Ameno, anche se non pare infondato ipotizzare un numero nell'ordine di tre-quattro mila.
Difficile è ricostruire con certezza, anche il numero degli uomini che trovarono la morte qui o, dopo il trasferimento, in qualche campo in Germania.

Nei complessivi 75 giorni di permanenza nel nostro comune, il sergente Friedrich Brotschy, si rese colpevole di aver ucciso personalmente o ordinato di uccidere 21 persone, sepolte sommariamente nei luoghi della fucilazione.

Si conoscono le posizioni di 5 fosse in cui furono sepolti i poveri resti. Fu loro data degna sepoltura il 10 e I’11 giugno 1945.

Dal Dopoguerra ai giorni nostri

La memoria di coloro che avevano visto e che erano venuti a conoscenza di ciò che era successo non ebbe bisogno di distruzione tangibile per mantenersi viva, ed il racconto dei fatti è stato rinnovato sino ad oggi, nonostante la sorte che è toccata alla Villa Ghisilieri sia stata sfavorevole: quarant’anni di abbandono hanno potuto, assieme alla scarsa qualità dei materiali di costruzione, ciò che non poté la guerra, rendendola poco più che un rudere.

Fin dall’immediato dopoguerra il Borgo ha continuato invece ad ospitare molte famiglie, ed ha così conservato in qualche modo la propria funzione originale. I Rizzi ultimi proprietari misero a disposizione le ville e la canonica della chiesa per ospitare gli sfollati. Oltre alle famiglie dei residenti del Borgo nel dopoguerra al Ghislìr divenne un luogo di incontro e condivisione di oltre settanta nuclei.

Parte della popolazione del nostro Comune ha così potuto disporre di un tetto fino alla fine degli anni 50.

L’ultima proprietà cedette con una donazione tutte le costruzioni alla Fondazione Guglielmo Marconi nel 1974.

E’ di alcuni anni dopo la Convenzione fra il Comune di Sasso Marconi e la Fondazione che, oltre ad una acquisizione da parte del Comune del Borgo e della Villa Ghisilieri, lasciando alla Fondazione la Chiesetta di S. Antonio e la Villa Davia, sancisce un impegno reciproco nella ricerca di ridare al Borgo nuova vita.
Si è così avviato un percorso di recupero ancora in itinere nel quale, oltre al restauro delle abitazioni e della chiesa già avvenuto e da quanto potrà essere salvato o ricostruito nelle altre parti, rientra anche il progetto di crearvi un sito della memoria, quale traccia permanente degli avvenimenti del 1944.
Quanto accadde a Colle Ameno in quel drammatico periodo storico, la concentrazione, la selezione di uomini, le loro uccisioni, rappresenta un drammatico e disumano discostamento dalla illuministica e forse utopica società immaginata dal Ghisilieri per i suoi tempi.

Visita il sito dell'Aula della Memoria di Colle Ameno, Sasso Marconi.

 
Borgo di Colle Ameno