Il piccolo Museo della Fiaba

il bosco degli alberi, degli animali e delle paure

Il Piccolo Museo della Fiaba 2022 ci porta nei boschi, tra alberi di tante dimensioni e colori, tra i suoi abitanti e le sue mille sfumature immaginarie. Un viaggio, un percorso, un’avventura durante la quale perdersi e ritrovarsi, conoscere se stessi ma anche l’altro, diverso e misterioso.

Come ci ricorda Andrea Canevaro, a cui è simbolicamente dedicata questa edizione del museo, nel bosco ognuno entra portando ciò che è il proprio mondo e le proprie speranze, le paure e i desideri, uscendone rinnovato, ricco di un’esperienza unica e di nuove competenze umane, necessarie per saper sempre ritornare a casa.

“La “vita” è come un bosco in cui alcuni sanno ritrovare la propria strada, sanno leggerla e sanno orientarsi: passano la giornata nel bosco e si divertono a scoprirlo, a conoscerlo nelle sue bestiole e nei suoi alberi e riescono a collegare tutto questo alla traccia e alla memoria che li riporta a casa. Sono padroni di un territorio perché sono padroni dei segni per riconoscerlo e per collegarlo; e la loro casa non è un posto remoto e divenuto inaccessibile, ma è una possibilità e quindi una presenza da cui ci si può allontanare sicuri di ritornare.”

LE STANZE

FIABE IN SCATOLA
a cura di Eva Miškovičová

Piccoli squarci, come dei quadri. Cenerentola, la principessa sul pisello, Biancaneve, la bella Addormentata nel bosco, i sei cigni sono le fiabe contenute nelle scatole nere, ideate da Eva Miškovičová, costruite e illuminate dall’abile scenotecnico Gabriele Silva.
Cinque affreschi di teatro visuale che, con pochissimi delicati oggetti, suggeriscono le vicenda delle fiabe descritte.


RISVEGLIO OVVERO LE BELLE ADDORMENTATE NEL BOSCO
a cura di SIMONA GAMBARO e GIORGIO AZZARETTI

Sono partita dall’immagine del filo e proprio seguendo questo filo mi si sono aperte altre immagini che rimbalzavano, risuonavano tra loro, come un flusso di associazioni, andavano, tornavano indietro, un riverbero. Si è così composta una musica, fatta delle mille variazioni armoniche che le fiabe sanno dare. Quelle fiabe che sono vere, come scrive Calvino, poiché racchiudono in sé le domande sull’umano e sulla vita che si affacciano in ogni luogo e tempo ad interrogarci.
Allora, per raccontare la mia ispirazione e queste domande, voglio qui scrivere quello sgorgare di parole e immagini che mi ha attraversato. Le troverete appese ai miei fili e vi invito, se vi va, a fare altrettanto…


L’OMBRA DI BIANCANEVE
a cura di Fabio Galanti e Matteo Balasso

La storia è piena di storie di persone che si perdono nel bosco. il bosco è il luogo dove i protagonisti si inoltrano o in cui vengono abbandonati, dove scompaiono le strade e le certezze. Il bosco rappresenta la parte nascosta e selvaggia, è un luogo oscuro, liminale che nasconde o che protegge, come per Biancaneve che nel bosco viene risparmiata dal cacciatore e dove trova la casetta dei sette nani. L’installazione è basata sulla storia più antica e meno conosciuta trascritta dai fratelli Grimm nella quale la perfida matrigna tenta di uccidere la bambina tre volte, prima con la stringa avvelenata, poi con il pettine avvelenato e infine con la celeberrima mela avvelenata.
I tre oggetti fluttuano in un piccolo bosco come esche di un pescatore e vengono riflessi nel grande specchio che sta come una porta magica tra il mondo reale e quello fantastico. Una piccola dedica. alle educatrici e agli educatori che disegnano boschi e tracciano sentieri per poterli attraversare.


L’ORA DELLE LUCCIOLE
a cura di Momom

Di giorno non si vedono, neppure di notte se non c’ è un prato. E anche se c’è un prato ma la luce attorno è troppa, stanno nascoste. Per questo è meglio andare a cercare un prato in un bosco, perché lì di luci non ce ne sono, e di notte si vedono le lucciole. Nella stanza dell’Ora delle lucciole ci sono un prato e un pulsante. Se premi il pulsante arriva l’Ora delle lucciole, si spengono le luci e appaiono loro, a volare nella meraviglia.


INFINITY PEACH
a cura di Elisa Duca

Infinity peach è un’installazione fatta di oggetti e video che si basa sulla leggenda cinese delle “pesche dell’immortalità” e sul bene di consumo shòutaó bao. Nella leggenda le pesche crescono nel giardino della Regina Madre d’Occidente, Xi Wangmu, e conferiscono a chi le consuma l’eterna giovinezza e l’immortalità. L’installazione ricrea questo giardino del paradiso (di plastica), ed esplora le strette relazioni tra cultura e natura, mitologia e consumo.


GLI STIVALI DALLE SETTE LEGHE
a cura di Giada Borgatti e La Baracca onlus

Pollicino è alto un pollice, parla poco e guarda molto. Svelto di cervello, gli piace correre forte.
Mamma mia, quanto gli piace correre, con quegli stivali. Davvero da non toglierseli mai. Pollicino è una fiaba di Charles Perrault. Siccome la famiglia è molto povera, e non c’è cibo per tutti quanti, Pollicino e i suoi fratelli vengono abbandonati nel bosco; dopo questo fatto si susseguono varie vicende, tra cui l’incontro con un orco, la fuga dal suddetto, un sentiero di sassolini bianchi e una grande ricchezza che toglie alla famiglia ogni preoccupazione. Ma soprattutto, Pollicino guadagna il suo coraggio. E un meraviglioso paio di stivali magici.


IL BOSCO DELLE STORIE
a cura di Giada Borgatti

Ogni storia ha un bosco. Ogni bosco racconta una storia, Ogni albero ha una voce, Ogni sguardo ha una radice, Ogni inizio ha una fine, Ogni sentiero ha una meta, Ogni volta che qualcuno racconta, qualcun altro sta ascoltando, Ogni volta che ti perdi, trovi sempre un tesoro
Ogni volta che ti abbandoni, ti riscopri più coraggioso, Ogni volta che ti addormenti,
ti risvegli più presente, Ogni volta che “C’era una volta”, un bosco sboccia., E un nuovo sentiero incomincia

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